LA MAGIA DEL KUMBH MELA

Testo di Stefania Bianchi, Foto di Stefano Bianchi

Kumbh Mela IndiaE’ un venerdì di Marzo 2015. Sono passate le 20 da un po’. Con mio marito arrivo a Pisa dopo tre ore di autostrada e una settimana di lavoro. La passeggiata lungo le mura antiche della mia città sembra riconciliarmi con la giornata, in attesa di rivedere finalmente nostra figlia. Squilla il cellulare: è mio fratello. Gli dico “Ciao bello! Dove sei?” mi fa “In passeggiata lungo le mura”. Sono poco più avanti e lo aspetto per salutarlo. La sua sagoma compare sullo sfondo della cinta muraria. Lo seguo con lo sguardo mentre, sorridente, si avvicina. Appena ci raggiunge mi fa “vieni a Settembre in India con me al Kumbh Mela?”.

“Kumbh Mela? Cosa è” non ho mai sentito questo nome, ma lui subito mi spiega e con entusiasmo mi coinvolge: “si tratta di un grande pellegrinaggio della religione Induista, forse il raduno di persone più partecipato al mondo, con milioni di pellegrini che si riuniscono per il bagno purificante nelle acque di uno dei fiumi sacri . Noi andremmo a seguire questo evento per una settimana in un tour fotografico!! Il fiume sacro quest’anno è il Godavari nella citta di Nashik, meta del nostro viaggio”. Mi basta questo. Con gli occhi incrocio quelli di mio marito, che mi ha già capito, ed è fatta: accetto, senza esitazione!

Kumbh Mela India… Settembre 2015. Partenza da Milano Malpensa per Mumbai  …. Da Mumbai piccolo autobus privato con guida e dopo tre  ore di viaggio più o meno fluido arriviamo a Nashik. Depositate le valige in albergo usciamo con destinazione luogo del raduno del Kumbh Mela. Il  percorso in parte è a piedi. Camminiamo lungo strade anche sterrate e costeggiate da cespugli di mezza altezza, rifugio, dubito temporaneo, per indiani adulti e bambini;  malati e invalidi ai bordi della strada ci chiedono l’elemosina. A metà percorso incrociamo, circondata da un muretto di cinta basso e conformato  a piccole onde concave, un’area larga con al centro un ampio padiglione, dotato di tetto ma senza le pareti.

Kumbh Mela IndiaNel punto più distante da noi alcune persone sono radunate in silenzio dandoci le spalle e sopra di loro, lento, si leva lento del fumo. Pur senza conoscere la natura del piccolo raduno, saliamo alcuni gradini, cercando di non far rumore e, con delicatezza, ci avviciniamo: il gruppo  circonda una pira su cui viene cremato un congiunto. L’aria, vicino, è spessa, il fumo è acre, i volti sono raccolti, con lo sguardo sulla pira, i corpi quasi immobili  sono in rispettoso silenzio: solo il figlio si muove girando intorno alla pira con movimenti precisi e scanditi da una preghiera ritmata  e spaccando contenitori di coccio.

Ci tratteniamo, fermiamo qualche immagine, non solo con le nostre macchine fotografiche, e poi  in silenzio ci allontaniamo dopo aver ringraziato per aver tollerato la nostra presenza ad una cerimonia così privata ma soprattutto incollando questa esperienza sensoriale, visiva, olfattiva, uditiva, umana,  all’album dei nostri ricordi interiori.

Kumbh Mela India… I pellegrini giungono al Kumbh Mela da tutta l’India: intere famiglie, gruppi di anziani, bambini, ragazzi…. Lungo le strade si muovono con compostezza e pur essendo numerosi percepisco il loro flusso come ordinato, quasi frutto di una precedente prova generale! Scattiamo foto per bloccare scene, colori, sorrisi, movimenti rituali, ma nel contempo rappresentiamo il soggetto prediletto degli scatti di molti di loro che ci chiedono festosamente un selfie, e noi accettiamo con piacere!

… Arriviamo sulle sponde del Godavari dove trascorriamo buona parte della giornata mescolandoci ai pellegrini del Kumbh Mela. Alcune donne accovacciate sulle sponde, sporgendosi sull’acqua, lavano indumenti multicolori: braccia e mani, decorate con rossicci tatuaggi floreali all’hennè, si muovono quasi in una danza con l’acqua che si solleva in file di gocce che sembrano, sotto il riflesso del sole, bracciali e monili di perle e pietre preziose.

I coloratissimi sarhi, gialli, rosa, azzurri, arancioni, vengono poi  esposti al sole in tutta la loro lunghezza  su improvvisati  stenditoi in legno, e, ora accarezzati dalla brezza ora sferzati dal vento, volteggiano nell’aria simulando aquiloni a bassa quota.  Altre donne adornano con ghirlande di fiori gialli e rossi, idoli posti sulla riva del fiume e li accarezzano accennando a danze votive. Altre ancora chinate e protese verso l’acqua pregano le proprie divinità  affidando al fiume fiori e candele trasportati da piccoli vassoi di cartone. Bambini gioiosi offrono ai passanti, noi compresi,  vassoi contenenti ghirlande e candeline perché possano essere donati al fiume.

Kumbh Mela India… Raggiungiamo un punto dove la gente si accalca. Ci basta poco e ne capiamo il motivo: viene offerto cibo ai pellegrini: all’interno di un furgone, aperto, alcuni calderoni contengono una zuppa che alcuni uomini  distribuiscono in piccoli piatti e i pellegrini a uno a uno, numerosi, si avvicinano e ricevono ciascuno la propria razione di zuppa e di pane locale.

… Il luogo dedicato alla permanenza, nella città, degli asceti, i  Shadu, che rappresentano le figure centrali dell’evento, a Nashik si chiama Tapovan, da “tap” meditazione e “ovan” foresta. Lo visitiamo e per noi costituisce un mondo pieno di sorprese ed emozioni:  si tratta di una vasta superficie su cui sono state erette grandi tende ciascuna per ogni santone ed il suo seguito; all’interno di ciascun tendone vengono quotidianamente svolti incontri, preghiere, meditazioni ed offerto cibo.

Noi veniamo accolti da alcuni gruppi ed invitati a visitare lo spazio loro riservato e a condividere il loro cibo.  All’interno di  un tendone mentre indugio con lo sguardo sulla raffinatezza e la signorilità dei  lineamenti e dei movimenti delle donne, che ci lasciano osservare e fotografare, vengo distratta da un vocio sempre più forte:  il santone, giunto da fuori, disapprova (per così dire) la nostra presenza nel suo spazio e così ci affrettiamo ad uscire.

Kumbh Mela IndiaIl nostro sguardo è continuamente sollecitato: bambini che giocano,  corrono e ci raggiungono attratti dalla nostra presenza ed incuriositi per la nostra diversità,  persone adulte sedute a terra in circolo che mangiano o parlano, alcuni sono sdraiati  e dormono,  santoni seduti a terra che osservano, qualcuno prega. Il Kumbh Mela è una festa di colori e tra tutti i colori a un tratto … il bianco: ecco un anziano dal portamento fiero e con il volto sommerso da una nuvola bianca di baffi e barba. Impossibile non bloccarne il passaggio con uno scatto!

… Mentre camminiamo per le strade vicine all’accampamento una ragazza, sorridendomi con gli occhi, mi ferma e con un pennellino intriso in una piccolissima anfora mi disegna al centro della fronte una piccola goccia scarlatta e io continuo la mia esplorazione ancora più contenta perché mi sento quasi una di loro.

A un tratto vediamo che il piano terra di una casa è aperto. All’interno il padrone di casa seduto con le gambe incrociate su una sedia ci invita ad entrare, e noi, che non aspettiamo altro, entriamo. Saliamo al piano superiore dove per noi c’è una sorpresa.

Kumbh Mela IndiaAll’interno di una grande stanza che contiene due armadi alcuni specchi e un grande letto, nella penombra alla luce dorata di alcune candele, prendono lentamente forma aggraziate figure femminile: donne e ragazze sono sedute sul pavimento, intorno a un grange vassoio di metallo, credo argento, ricolmo di petali di fiore, riccamente vestite con shari gialli, arancio, rosa e impreziosite da anelli, bracciali e cavigliere in argento; una di loro legge da un libro sacro: si preparano ad accogliere la loro divinità.

Con naturalezza e familiarità ci accolgono (ormai abbiamo imparato che non è una novità) e continuano il loro rito con noi presenti.  Al termine ci offrono una bevanda tiepida e dolce che ci ricorda il latte… forse è proprio latte.

… Ci avventuriamo in vicoli laterali. Qui i pellegrini del Kumbh Mela non ci sono. Incontriamo alcuni locali, bambini che appena ci vedono si scherniscono ma poi si concedono ai nostri scatti. Attraversiamo un piccolo mercato: bancarelle con frutta e verdura e tra cocomeri e melanzane… scorgiamo bellissimi bambini che, affabili, si lasciano fotografare, senza perderci di vista mentre ci allontaniamo.  A lato della strada una donna avvolta in un sarhi giallo disegnato di verde, è seduta a terra e vende ai passanti pochi ortaggi disposti un po’ disordinatamente su un telo  vicino a lei.

Kumbh Mela India… La sera prima del bagno sacro (uno dei momenti centrali del Kumbh Mela), la zona centrale di Nashik  dove il Godavari, confluendo con le sue acque, si animerà di schizzi, tuffi, nuotate, vortici, colori,  dalle ventuno viene chiusa al passaggio di ogni mezzo, bloccata in attesa dell’arrivo, al mattino presto, dei santoni e dei loro seguiti. Noi, per poter assistere all’arrivo del corteo di credenti, prenotiamo una camera in un albergo proprio in centro.

Trascorriamo la serata sulla larga passeggiata lungo le sponde del fiume: l’intera superficie è occupata in tutta la sua ampiezza da giacigli improvvisati dove già alle ventidue molti pellegrini riposano, alcuni già dormono e noi per evitarli mentre ci spostiamo dobbiamo fare molta attenzione. La luce ora è bassa e delicata, dorata, bronzea ed avvolge morbidamente le persone, sfumandone i contorni e rendendo l’atmosfera magica.

Kumbh Mela IndiaTra tanti la nostra attenzione ricade su un pellegrino con i capelli lunghi, “rasta”, che maneggia uno strumento musicale, forse un flauto, e che quando ci avviciniamo comincia a ruotar la testa da un lato e dall’altro con i capelli che si allargano ad ombrello. Alcuni bambini si bagnano sulla riva: il profilo dei loro corpi viene incorniciato dai riflessi argentei delle acque del fiume, che costituiscono un magico sfondo. Vicino, in prossimità delle acque una giovane donna seduta a terra a ridosso di un muro tiene in mano un lumino votivo che le illumina il volto. Un po’ più in là una donna anziana, seduta tranquillamente per terra ci osserva e alla luce bassa e calda della sera sembra uscita da un quadro dell’ottocento.

Kumbh Mela India… E’ l’alba e a momenti arriverà il corteo. Siamo sul terrazzo dell’albergo sotto una pioggia battente quando cominciamo a vedere i primi shadu: li osserviamo dall’alto giungere a piedi, i corpi nudi, bagnati dalla pioggia che ormai ha lavato la cenere che li rivestiva, con i capelli avvolti all’interno di turbanti, tengono bastoni in mano; ci sono santoni: arrivano sistemati su sedie poste sotto baldacchini montati su carri, furgoncini e macchine decapotabili, camioncini, fuoristrada… ogni mezzo!

Tutto è inghirlandato di fiori gialli, arancioni, rossi, bianchi: persone, baldacchini, sedie, carri… Sotto i nostri occhi prende corpo un fiume di acqua per la pioggia scrosciante, e di persone, ombrelli, colori…

Kumbh Mela India… E’ l’aurora e tutto appare alla vista ancora più definito. Il corteo sembra interminabile ma intanto chi è arrivato ha già preso posto sulle rive del fiume: a mano a mano marciapiedi, scale, e piazze a ridosso delle acque ospitano una moltitudine di persone. Anche noi scendiamo in strada. La calca è tanta e si cammina in mezzo e sotto all’acqua.

Ci facciamo strada tra milioni di pellegrini del Kumbh Mela e  riusciamo ad arrivare al fiume: un mare di persone, dove ogni gruppo si sposta ondeggiando e  cingendo il proprio santone, cala dalle sponde e, come un magma coloratissimo, cola lentamente nelle acque, riempiendole! Tutti sorridono, bagnano il santoni,  si immergono, fanno vortici con le mani, schizzano gli altri, nuotano! Ora è un vero tripudio di colori e di spruzzi di acqua.

Osservando tra le persone noto un ragazzo che si immerge nelle acque e poi ne emerge di colpo estendendo la testa verso l’indietro e disegnando con i lunghi capelli  “rasta” un largo ventaglio di gocce  nell’aria! Immagine simile avevo trovato documentandomi sul Kumbh Mela prima della partenza: ora ero lì e la vedevo dal vivo!

… Solo alcuni ricordi di un viaggio intenso, in un mondo tanto distante dal nostro, per storia, cultura, religione, politica, condizioni sociali, clima ma che non cessa mai di esercitare un grande fascino per la magia che sa esprimere. Questo per me è stato il primo viaggio in India e credo che non sarà l’ultimo.

Testo: Stefania Bianchi

Foto: Stefano Bianchi

Kumbh Mela India