Dario Garberi e Paola Rinaldi in esclusiva per Viaggi&Foto

Tutti pazzi per l’Uomo con la Valigia 

Un progetto editoriale sul web che incontra oltre 6000 visite e 450 articoli pubblicati in un anno

di Rosalba Grassi

 

Quando le affinità chiamano, Skype risponde e partono le interviste.

Viaggi&Foto accende la videocamera ed ecco un colloquio tanto informale quanto viscerale tra i fondatori di Viaggiofotografico.it e l’Uomo con la valigia.

Un uomo singolare che ha una mamma sola: la penna digitale di Paola Rinaldi, ma due paternità.

L’Uomo con la Valigia infatti nasce a Torino in seguito alla Mostra ideata in nel 2010 in collaborazione con Fondazione Torino Musei e fiorisce stranamente dopo anni di gestazione, dai semi gettati oltre 10 anni fa durante gli incontri tra Dario Garberi, tipografo e ora web editor e Paolo Novaresio, storico e viaggiatore a tempo pieno dal 1975 che ha raggiunto gli angoli più remoti del continente africano e altri ancora.

La curiosità spinge Viaggio Fotografico a violare lo spazio vitale dell’Uomo con la Valigia, quello della sua vita quotidiana con il viaggio in testa e la meraviglia nel cuore, la stessa che vogliamo trasmettere ai lettori con questa intervista.

Teranga!!!… Uomo con la valigia ci piace salutarla alla senegalese per renderele ospitalità ma, scrutiamo subito oltre… dentro la valigia che ne dice?

Vorremmo vedere il volto di questo uomo grigio, ma è l’uomo che porta la valigia o è la valigia che porta l’uomo?

Bella domanda questa non me l’aspettavo io pensavo di cavarmela con un po’ di storia … è da un anno che siamo on line abbiamo 6000 visite 450 articoli pubblicati…

Eh no questo i nostri lettori lo potranno leggere sul sito www.l’uomoconlavaligia.it Noi vogliamo che ci apre questo bagaglio. A proposito all’Uomo piace il suo web editor?

Aiuto, sei una psichiatra non una giornalista!

Beh, un uomo biondo con gli occhi azzurri sarebbe meglio apprezzabile e identificabile in un soggetto fotografabile e presentabile.

L’Uomo con la valigia in realtà ha due anime contrastanti. Nato da un’idea di Paolo Novaresio il quale nel 75 ha iniziato ad andare in giro per il mondo, mentre io (ndr. Dario) facevo il tipografo nell’azienda di mio padre. Adesso Paolo ha solo un anno più di me è ancora in giro per il mondo e mi ha lasciato il compito di portare avanti l’Uomo, che ha avuto la sua esplosione con l’inserimento di Paola Rinaldi nello staff.

A differenza di tutti i progetti editoriali che ho portato avanti nella mia vita, l’Uomo con la valigia si sposa con il concetto d’anarchia che dite caratterizza la vostra rivista, non mi sembra assolutamente inopportuno questo termine, l’Uomo infatti non è nato con la logica editoriale di un obiettivo preciso.

Avevamo circa 15 articoli, abbiamo aperto il sito, lo abbiamo divulgato e poi hanno cominciato a partecipare con inserzioni i nostri simpatizzanti apportando grandi contributi. Pur essendo partiti in modo creativo, se vogliamo dire, senza una pianificazione alla base, prossimamente l’Uomo con la Valigia diventerà editore, prossimamente diventerà una libreria on line, prossimamente ci saranno novità scaturite da brain storming che facciamo una volta al mese, dove si partoriscono ogni volta nuovi input che diventano una sorta di canovaccio per il numero successivo.

Hai detto bene la valigia o l’uomo… boh!!! In questo momento è più valigia.

Dalla foto sembra una valigia di cartone,  collezionista di timbri, l’Uomo con la valigia è un collezionista di visti sul passaporto o qualcosa di piu’?

Oddio No! Non rilascerà mai un’intervista Paolo Novaresio, però dovreste conoscerlo per capire che L’Uomo con la Valigia non potrà mai essere una raccolta di timbri anche se il passaporto di Paolo è impressionante … ho avuto la fortuna di conoscere con lui una serie di personaggi importanti anche nella cultura torinese tipo Alberto Salsa, il fotografo Zanslotter che vivono il viaggio in un modo molto particolare in modo diverso dal mio fino, ad una decina di anni fa, ed ho sposato questa filosofia cercando di trovare qualcosa che mi unisse a loro. Io ho il compito di portare avanti il sito e lo faccio e poi se sono il web master giusto? Beh direi di si perché, detto sottovoce, L’uomo con la valigia alla fine sono io, e sì perché gli altri viaggiano poi io sono quello che fa leggere tutte le storie.

A proposito di bagaglio culturale allora l’Uomo è in partenza apriamo la sua valigia cosa ci troviamo?

E al ritorno cosa riporta?

Beh è un po’ la filosofia che state portando avanti voi con viaggio fotografico, seguendovi ho trovato molte analogie con il modo di viaggiare di Paolo, mi sono accorto ad esempio che per un gioco io posto tutti i giorni su facebook una frase, le classiche citazioni, molte tratte da letture mie; queste danno il segnale di chi è l’Uomo con la Valigia che in questo momento non posso definire. E’ un modo di pensare, che non è obbligatorio legarlo poi ad un viaggio fisico e ritengo anche che sia una sorta di viaggio introspettivo che nello specifico a me interessa anche di più.

Ed è proprio così c’è una grande unita’ di intenti tra L’Uomo con la Valigia e Viaggiofotografico.it perché l’Uomo ha viaggiato tanto in Africa come Antonio, ha fatto tante foto come Roberto è un viaggiatore e non un turista e poi è uno storico e non è un geografo, quindi va alla scoperta del tempo e non dello spazio giusto?

Oddio ci vuole una laurea in lettere, dice scherzando.

Eccola qua ora risponde Paola Rinaldi.

“Io che realizzo le interviste soprattutto nella sezione dei personaggi e delle donne con la bussola – dice Paola – ho notato e credo che quel che sposa la filosofia dell’uomo con la valigia è che chi viaggia va alla ricerca del tempo ma soprattutto di una dimensione che è la verifica del sé, come la chiamo io. Ho sempre l’impressione, quando parlo con questi viaggiatori, che non riescano a testare se stessi a conoscersi realmente nel loro quotidiano e vanno alla ricerca di qualcosa di interiore altrove, forse perché avendo ritmi ed abitudini diverse riescono a verificarsi, a conoscere se stessi. La mia impressione è che partano con una valigia vuota e tornino con qualcosa di interiore che avevano già a casa ma non avevano avuto modo di conoscere nel loro contesto”.

“Ricordo personaggi strani che ha intervistato Paola – interviene Dario – e che poi ho conosciuto. Uno di loro ad esempio è tappezzato di tatuaggi e scritte sul corpo ma quando lo incontri di persona trovi un ragazzo introverso che ha girato il mondo per una serie di paturnie mentali ed è tornato cambiato e non vede l’ora di ripartire. Ci sono tante realtà diverse che cerchiamo di raccontare.

Questo è interessante quando quelli di Viaggiofotografico.it partono fanno ad esempio un viaggio di gruppo. Le persone si conoscono al momento della partenza molte volte, e questo diventa uno spaccato sociale dove si incontra gente che parte e si confronta con il proprio limite e con quello della relazione insieme agli altri. 

L’uomo con la valigia partirebbe in gruppo secondo te Paola?

L’Uomo con la Valigia è un viaggiatore solitario. L’esperienza di gruppo rappresenta una specie di limite, per i viaggiatori che io ricerco, sono persone che dicono che viaggiare in gruppo è troppo impegnativo, già in due i punti di vista sono divergenti, il nostro Uomo con la valigia vuole trovare un confronto con gli altri sul posto, verifica se stesso ma in funzione di chi incontrerà strada facendo.

Insomma non ha neanche una donna con la borsetta che lo accompagna? 

Assolutamente no.

Quindi non partirebbe con Viaggiofotografico.it? 

Assolutamente si – risponde Dario – sarebbe una cosa diversa perché, non sapendo fotografare, l’Uomo con la Valigia ha bisogno di un confronto con dei professionisti. Noi parliamo della linea editoriale dell’uomo rivolta all’interesse degli utenti e in questa logica, Viaggio fotografico ci rientra: interessa più agli utenti, che all’Uomo stesso inteso come diceva Paola della persona che molla tutto e sta via un anno e mezzo. Ho parlato due settimane fa con un viaggiatore che pensavamo fosse in Nuova Zelanda invece è a Bankok, ha già cambiato luogo è un ragazzo di 24 anni che è già stato due anni in Australia, due in Nuova Zelanda e sopravvive facendo anche il travel blogger postando articoli, oltre ad altri lavori fortuiti che fa pur di restar fuori dall’Italia. Conoscere questi personaggi interessa agli utenti dell’Uomo con la Valigia, perché attraverso di loro, ci si crea l’illusione un giorno o l’altro di fare una cosa del genere.

Bella questa affermazione: Si crea illusione di poter farlo anch’io … in realtà si sente il limite del linguaggio interiore con se stessi, la gente è portata a vedere negli altri degli eroi che in realtà fanno cose alla portata di tutti non c’è da essere particolarmente bravi ricchi o intelligenti per fare come il ragazzo che hai appena descritto serve semplicemente scegliere un diverso stile di vita che qualcuno decide di seguire, qualcuno no e fa molto comodo a tutti pensare ‘anch’io se potessi farei’. 

Infatti, dice Dario, poi si tratta di ragazzi normali anche se sembrano ‘machi’ c’è tutta una filmografia che rappresenta questi personaggi pronti a tutto ma la realtà è completamente diversa.

In questa valigia c’è uno spazio che resta vuoto apposta prima di partire? Per metterci cosa?

Io penso che anche per il week end che prepariamo ci aspettiamo di tornare con qualcosa. Non so se dipende dal fatto che sono vicino ai 60 anni, ma io ho abbandonato questo modo di aspettarmi qualcosa che mi sorprenda, a volte mi sorprendo anche di cose più banali che non avrei fatto fino al giorno prima. Ad esempio potrebbe essere anche quest’intervista condivisa con Paola nel suo spazio. Purtroppo questo mestiere di editoria digitale, abbiamo constatato con il salone del libro, è fatto principalmente da gente che lo fa per secondo lavoro spinto da una forte passione, che ti fa mettere insieme un’esperienza specifica nell’editoria e sposarla con un’idea, forse non tanto chiara, ma che ti lascia immaginare che possa diventare un punto di riferimento per tante persone che la pensano come noi.

Lo spazio vuoto in valigia è di solito un sacco a pelo – dice Paola – tutti i personaggi che intervistiamo sono persone che prediligono mezzi lenti di spostamento, certo se devono volare dall’altra parte del mondo prendono l’aereo ma c’è chi parte a piedi o in bici costruendo poco per volta il proprio percorso. Comunque ciò che fa muovere l’Uomo con la Valigia è la lentezza che ti fa vivere il viaggio in modo più speciale, rispetto a chi si chiude in un abitacolo e non ha contatto esterno e non può sentire profumi, odori e temperatura esterna sulla pelle, perciò il sacco a pelo è determinante anche perché stiamo cercando di dar spazio ad una filosofia del low cost.

Pure il nostro sito fa i conti con la crisi, anche se noi non utilizziamo mai la parola crisi perché io sono dell’idea che quel che diciamo poi facciamo, quindi notiamo che i nostri viaggiatori sono persone che cercano soluzioni sia di alloggio che di mezzi che gli permetta di restare più a lungo fuori a bassi costi e poi lo spazio vuoto in valigia, lo lascerei alla meraviglia.

Ecco perché vogliamo diffondere Viaggiofotografico che serve proprio ad insegnarci la meraviglia a stupirci di qualcosa a cui passiamo di fianco tutti i giorni e neanche vediamo.

Ma L’Uomo con la valigia, ha un buon rapporto con il web? Quale salotto preferisce per raccontare le sue esperienze e quali riviste per pubblicare le sue foto?

Certo io vivo nel Web, mi nutro di esperienze altrui e viaggio interiormente.

La rete è il mio specchio e, i miei racconti e le mie foto preferisco darli in pasto a chi ama assaporare il gusto della vita. In questo caso ho scelto la rivista Viaggi&Foto. L’uomo con la valigia è poi un uomo che legge in viaggio, disegna, prende appunti. “Se tu riuscissi a far tuo quel che percepisce un gran viaggiatore sarebbe un gran passo avanti”.

Insomma alla fine l’Uomo può essere anche una donna, un prete, un artista e perché no, in questo caso è proprio Viaggiofotografico.it a diventare Uomo con La Valigia.

 “Mash-up” e “condivisione” diventano parole-chiave per la comprensione delle dinamiche contemporanee ed allo stesso tempo la figura del web editor diviene riferimento principale per l’utente nella selezione e diffusione delle informazioni.  Ha fatto una buona scelta mischiandosi con Viaggiofotografico.it? Perché? 

Siamo nell’era in cui le notizie raggiungono gli utenti attraverso nuovi circuiti, seguendo percorsi imprevedibili e mischiandosi ai contenuti di una rete perennemente in divenire. Quindi tessere una rete di rapporti e di link è vitale.

Lavoro nell’editoria da sempre ho cercato di trasferire quel che ho realizzato su carta e poi sul web. La rivista Viaggi &Foto e l’iniziativa che state portando avanti è ben fatta si vede che c’è un progetto editoriale dietro e una condivisione di intenti con Viagiofotografico.it.  Mi sono accorto che l’Uomo con la Valigia vive molto sulla quotidianità, sul contatto sulla lettura dell’articolo e sull’emozione che suscita, ma che brucia anche, nel giro di pochi giorni, quel che ha costruito. Deve perciò continuamente riavvivare la propria fiamma. Allora perché non condividere dei contenuti?

Viaggi &Foto inizia così, dedicando già dal prossimo numero uno speciale sui viaggi dell’Uomo con la Valigia, non resta che sfogliare la rivista.

TUTTE LE FOTO DELL?ARTICOLO SONO © BRUNO ZANZOTTERA de L’Uomo con la Valigia. Un sincero ringraziamento al sito www.luomoconlavaligia.it per averci gentilmente concesso di utilizzarle per questa Pagina che li riguarda.