snoopy-typewriter

Fotografia e Storytelling utilizzano nuovi strumenti di linguaggio.

Gli scrittori hanno quasi abbandonato il tratto stilografico sui taccuini e preferiscono spolverare tastiere.

Con l’avvento del digitale, chi fotografa non ha più l’ansia del rullino e la preoccupazione in camera oscura.

Ma c’è un aspetto nella comunicazione che mai verrà sostituito da nuovi strumenti ed è la capacità di suscitare interesse.

Ciò avviene elevando il linguaggio sia parlato, sia scritto, sia per immagini, da un puro livello informativo in qualcosa di più artistico.

E per questo, Viaggio Fotografico affiancherà con i suoi coaches fotografo e giornalista, gruppi di viaggiatori che desiderano riappropriarsi delle proprie emozioni esprimendole in reportage fotografici e di scrittura di viaggio.

Nasce così una nuova sezione di Viaggio Fotografico, connubio tra fotografia e storytelling. Il suo start up è dedicato al prossimo viaggio alle Seychelles in occasione del 30° compleanno del Festival Kreol.

Ros SeychellesUsciamo dalle abitudini del quotidiano, mettiamo un piede in Paradiso risvegliando tutti i nostri sensi, fortifichiamo la volontà nel movimento e nell’avvicinamento e tutto si trasformerà immediatamente in un dono per noi stessi e per gli altri.

Io e Simona Ottolenghi vi accompagneremo in un mondo in cui la natura è ancora incantata, dove ci sono foreste incontaminate dichiarate patrimonio dell’umanità dall’Unesco, dove l’Oceano Indiano si infrange su spiagge bianchissime e su massi di granito giganti e dove si svolgono i festeggiamenti per l’affermazione dell’identità creola, voluti fortemente dal Seychelles Tourism Board e dal Ministro del Turismo e della Cultura Alain St.Ange.

Andiamo in Paradiso, dunque scardinando le influenze fastidiose del nostro tempo, in cui i suoni predominanti di auto in corsa, motorini in slalom nel traffico e rumori di macchine per lavori stradali provocano un bombardamento insopportabile. negli animi resta un residuo indistruttibile di forze sensibili alle cose belle e ideali.

scrittura in viaggio bimbo maldiveIl nostro compito è dunque vivificare, far crescere e far fiorire il residuo indistruttibile di forze sensibili alle cose belle ed ideali, che comunque è riposto nei nostri animi.

Il nostro compito è poi farvi uscire da scatole in cui si vive virtualmente credendo che, senza di queste, si resta fuori dal mondo e farvi comunicare guardandovi negli occhi, ascoltando il ritmo e le abitudini anche di altri popoli.

E quale migliore occasione che farlo in viaggio, soprattutto in questo luogo incantato legato all’esplosione della natura incontaminata quale è l’ambiente delle Seychelles e lontani dal trantran quotidiano, ma immersi in una cultura con una forte identità legata a diverse discendenze etniche?

Fotografia & Storytelling sta cercando anche di aprire una finestra su ‘Il Grande Nulla & Etnie Himba ed Herero’ in Namibia bussando alla porta dell’Ente del Turismo per il prossimo Viaggio in partenza con Antonio D’Onofrio.

E’ un lavoro che Comincia dall’uso della parola e della scrittura e soprattutto della fotografia visto in senso artistico, proseguendo con l’apertura di tutti i nostri sensi all’ambiente circostante. Vivifichiamo, risvegliamo e risaniamo gli animi e prendiamo le distanze dalla cultura di oggi, che ha la tendenza ad ottundere e assopire i pensieri, i sentimenti e la volontà. E togliamo le distanze tra noi e il resto. Comprendiamo così che avvicinarsi è necessario a fare una bella foto, come a scrivere un buon racconto.

Utilizziamo il linguaggio come strumento di vita sia nella fotografia, sia nella scrittura, che ci rende uomini liberi.

Nei nostri viaggi, non abbiamo padroni, non siamo burattini di nessuno, mettiamo in moto tutte le risorse interiori, le riscopriamo e le mettiamo in gioco nel raccogliere emozioni, nell’avvicinamento all’altro e a nuovi contesti, ma anche nel girarci intorno. Nella diversità incontriamo, nella nostra identità, scopriamo quella dell’altro.

E ci accorgeremo che elevando il significato che c’è dietro la parola, esaltando il modo di portarla, non ci sarà diversità di lingua che tenga.

RosartCerchiamo di interagire e cerchiamo di scoprirci scoprendo, e solo allora poi possiamo cimentarci nel racconto di viaggio che non è altro che la trasmissione di ciò che abbiamo ascoltato e non solo sentito, osservato e non solo visto, gustato e non solo mangiato, odorato e non solo sniffato, per toccare e non sfiorare tutto ciò che ci capiterà in questo viaggio.

In modo che rimembrando e non solo ricordando, riusciremo a sviscerare l’invisibile che è ciò che attrae e interessa il fruitore del nostro prodotto che in primis siamo già noi stessi.

Ciò che riusciremo a comunicare dopo il viaggio, sarà ciò che abbiamo assorbito in viaggio.

E lo possiamo fare attraverso il nostro modo artistico a noi più congeniale, che sia la fotografia o la scrittura, o anche entrambe in connubio.

E’ solo a questo punto che entrano in gioco gli strumenti di questo splendido lavoro insieme. Una macchina fotografica, uno smartphone, un pc, una penna e un taccuino.

E’ solo così che i coaches riusciranno a trasferire il massimo, scevri del fardello della propria autocelebrazione ed è solo così che arriverà il miglior feedback.

E’ solo così, a nostro modo, che poi potremmo trovare insieme il metodo più consono a ciascun partecipante e al suo vissuto e alla sua preparazione per presentare il proprio Reportage & Storytelling,

linus pressIl coaching personalizzato in Viaggio significa proprio questo, un lavoro interiore a priori sul proprio rapporto con l’io e con l’altro e con la parola e la foto espressione dl tutto.

E’ un lavoro artistico ma è anche un lavoro tecnico. Perché si approfondiscono in campo nozioni sull’utilizzo migliore della fotocamera e su come sfruttare le giuste luci per illuminare le ombre.

E’ un lavoro anche di postproduzione utilizzando il programma lightroom.

E diventa un lavoro che avrà i suoi tentacoli futuri, con la realizzazione di portfoli personali e di racconti di storie, in realtà di affermazione personale e professionale, legata alla partecipazione o organizzazione di eventuali mostre e a pubblicazioni di libri o articoli.

Individueremo insieme i migliori canali e metteremo a disposizione i nostri, quali il blog del sito www.viaggiofotografico.it e il nostro web magazine online ‘Viaggi & Foto’ di cui io sono il direttore e Simona Ottolenghi è il Photoeditor.

Ho letto da qualche parte, che il libro deve essere vento e aprire le tende, se è poi vero che il viaggio è come un libro che entri allora luce da queste finestre e che l’appassionato fotografo possa sfruttarla nei nostri workshop, riscoprendosi anche scrittore. E perché no? Succeda anche il contrario: che un narratore di fiabe e favole di viaggio impari a illustrarle con le immagini.

Scrivi Praslin