Se non ti piace leggere allora fotografa, e le tue immagini diventano portfolio o anche libri, che poi saranno letti da altri…

In un periodo di realtà virtuale e lettura digitale, in cui la carta stampata perde il suo fascino, ciò che vive ancora e conserva la sua forte semantica e interesse è l’immagine.

GasometroForse è per questo che la fotografia sta tenendo banco, in tutte le sue sfaccettature. Diventa sempre più strumento d’espressione interiore, ma anche documentario di eventi storici, di aree geografiche, di cultura di viaggio, di spaccati sociali e protagonista di eventi giornalistici.

E lo fa agevolata dalla nuova tecnologia che, seppur passata dall’analogico al digitale, si avvale di attrezzature sempre più snelle ma allo stesso tempo di impugnature ergonomiche, banchi di luce e di occhi attenti.

Sguardi, punti di vista, avvicinamenti, scelte di tagli fotografici, tecniche di scatto e anche di post-produzione allargano l’orizzonte alla realtà, dando adito ad interrogazioni sull’evoluzione del linguaggio fotografico.

Emblematica diventa così la lettura fotografica, ed un esempio lampante è l’undicesima edizione di Fotoleggendo a Roma, una rassegna ricorrente dedicata alla fotografia contemporanea, organizzata e prodotta da Officine Fotografiche: www.officinefotografiche.org.

La rassegna è stata inaugurata lo scorso 4 giugno e resterà aperta fino al 2 luglio alle 19.00, con la festa di chiusura nel Giardino di Monk, Aperitivo e Street Food, presso gli spazi ministeriali dell’Istituto Superiore Antincendi in via del Commercio, dove si potranno visitare mostre fotografiche ma anche assistere ad una serie di conferenze ad ingresso gratuito, ma a posti limitati, e a proiezioni di video e documentari. Per info e programma dettagliato si può consultare il sito: www.fotoleggendo.it

Noi di Viaggio Fotografico ci siamo stati lo scorso week-end, per accompagnare alcuni nostri allievi dei workshop di foto in viaggio all’incontro con photoeditor di fama nazionale, che si sono messi a disposizione in questa edizione di Fotoleggendo.

E chissà che non accada come alla scorsa edizione, in cui si è distinta una nostra allieva, Caterina Marchionne invitata poi da Carlo Gallerati, il photoeditor che ha curato la lettura del suo portfolio, ad esporre presso la sua centralissima Galleria di Fotografia e Arte contemporanea, in via Apuania 55 www.galleriagallerati.it Caterina foto2

E’ stata così una gran soddisfazione per una delle più brave allieve delle Urban Vision di Viaggio fotografico, ricevere l’invito a partecipare alla ‘Mixed Media’ di Carlo Gallerati e Serena Silvestrini: la Rassegna d’arte contemporanea in tecnica mista, in cui Caterina Marchionne www.caterinamarchionne.com ora espone, insieme ad altri artisti.

“Zero Gravità” è la sua fotografia artistica esposta in Galleria per la mostra d’arte e foto contemporanea inaugurata il 7 giugno scorso e aperta fino al 16 giugno, ad ingresso libero.

Fotoleggendo fa spesso da volano alle più brillanti personalità fotografiche ma è soprattutto una rassegna in cui ci si può immergere nel mare magnum della fotografia contemporanea e apprezzare autori di alto profilo.

In questa edizione non si è potuto fare a meno di restare affascinati dall’universo fotografico di Massimo Sestini, uno dei più illustri reporter italiani, e dagli aneddoti da lui raccontati e legati ai suoi scatti in moviola dal 1991 ad oggi. Dall’esodo degli Albanesi e della nave in fiamme dopo lo scontro in mare aperto, fino ad oggi e ai barconi con i migranti africani.

“Un excursus di fotogiornalismo di spessore Faraoni_Sestinipresentato da un fotografo eclettico – come ha detto Tiziana Faraoni, la photoeditor dell’Espresso che ha introdotto i lavori – perché Massimo ha diverse personalità fotografiche, ha una passione che lo prende da dentro e lo fa stare lo stesso giorno anche su 5 località diverse a documentare eventi”.

Certo, Sestini ha una simpatia straripante nel suo accento toscano e nella sua caratteristica di chi ha l’anima del paparazzo. Mentre raccontava di sé e dei suoi lavori, quasi sembrava che a momenti tra il pubblico cercasse di fuggire correndo tra le poltrone della sala, come nella scena del The Bop Decameron, Leopoldo Pisanello: il personaggio interpretato da Roberto Benigni nel film di Woody Allen, ‘To Rome with love’, divertente nella sua fuga dalle fotocamere dei paparazzi che lo inseguivano.

Eh si perché Massimo Sestini ci ha fatto rivivere alcune vicissitudini legate al suo lavoro e al rapporto con la sua cravatta a pois, dietro cui nascondere la sua macchina fotografica, atta a rubare foto tra i reali di Inghilterra, ad esempio, come quando ha sorpreso Lady Diana in bikini su un tender in Sardegna e che divenne lo scandalo del momento e lo rese famoso per la pubblicazione sulla copertina di The Sun.Sestini

Ancora la cravatta è stata compagna ideale indiscreta, che gli ha permesso di rubare foto erotiche allo specchio mentre era sdraiato su un letto di un vecchio bordello, o ancora quando si è infiltrato, sfiorando il reato contro la costituzione, tra gli scanni della camera dei deputati all’insediamento del governo Berlusconi.

Sestini ha saputo ben dipingere, inoltre, i retroscena legati alle sue fotografie, escamotage sottili e velocemente architettati per convincere chi di dovere a farlo passare in luoghi con passaggi riservati, vietati al pubblico e soprattutto ai giornalisti, e che invece a suo modo devono essere valicati con astuzia ed anche con una certa celerità per non perdere il miglior punto di vista per uno scoop. Arrivare sulla notizia in modo tempestivo, è infatti la qualità principale di Sestini, il quale è riuscito anche su aerei della polizia di stato a fare scatti unici della strage di Capaci, l’omicidio di Borsellino e ancora il funerale di Papa Giovanni Paolo II.

“Da 35 anni baso la mia professione sulla spontaneità – ha spiegato il reporter – documentare, narrare, difendere una causa, farsene fautori, curarla e promuoverla sulla carta stampata è bellissimo. Con tanta umiltà ho imparato molto”.

E questa parola, umiltà, la lasciamo risuonare… come ancora riecheggia… riportandomi alla memoria ricordi legati ad un altro grande uomo toscano di nascita: Sergio Lepri e ai suoi insegnamenti nel periodo in cui, giovinetta, ero in stage presso l’Ansa, l’Agenzia nazionale di stampa allora da lui diretta. Lepri, è un gran fautore dell’umiltà, come una delle prime qualità necessarie a diventare un bravo giornalista. Eh si perché per lui giornalista non si nasce ma si diventa: www.sergiolepri.it ma dei paparazzi non si può dire abbia una buona opinione!

Sestini, però, sa riscattarsi da questo neologismo e fissa con le foto la storia. Con una visione tutta sua, con riprese a volo d’uccello sui fatti e riesce a regalare foto d’effetto di gente d’Africa ammassata, luna contro l’altra, avvolta in teli gialli che stridono con il colore della pelle, mettendo a fuoco il loro sguardo atterrito, di circa 500 persone e molte donne e bambini, in un viaggio della speranza incollati ad un guscio di noce.

Anche questo è Fotoleggendo che prosegue nei prossimi giorni con le visioni di documentari, mostre aperte e workshop, in questa edizione affidata a:

Emilio D’Itri, direttore di Officine Fotografiche Roma, adiuvato dalla direzione artistica di Tiziana Faraoni e da un comitato scientifico composto da Annalisa D’Angelo: curatrice e photoeditor The Trip, Lina Pallotta: docente e fotografa, Marco Pinna: photoeditor National Geografic Italia, Alberto Placidoli membro di Officine Fotografiche Roma. Ma anche Emiliano Mancuso, curatore sezione video e documentari; Elena Giorgieri e Alberto Placidoli per l’organizzazione; Manuel Guffanti e Marco Rapaccini all’organizzazione workshop; Roberta Filippi, Francesca Galante, Claudia Gifuni e Serena Meloni alla segreteria; Mariella Boccadoro al bookshop; Laura Lolli all’amministrazione; Elena Giorgieri responsabile della comunicazione; Annalisa Polli per il web; Roberta De Fabritiis per l’Ufficio stampa; Daniele Zendroni per il progetto grafico; Paolo Schneider Graziosi per l’impaginazione; Floriano Formoso, Manuel Guffanti ed Emanuele Inversi per l’assistenza tecnica e Claudio Angelucci per il progetto allestimento I.S.A.

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